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ACCESSORI
Anellini Di Riconoscimento
Anellino Incastrato Bagnetti
Nidi Ozono
Ozonogeno
E consuetudine apporre alla
zampa dei volatili in allevamento un anellino che ne permetta
l'individuazione; su tali anelli sono in genere riportati l'anno di nascita,
le iniziali dell'allevare o il suo numero di registro se è iscritto a
un'associazione, e un numero progressivo che appunto consente d'inllividuare
il soggetto ai fini selettivi; vi sono anche anelimi di colore vario —:a
tinta unita o striati — che consentono l'individuazione dei soggetti senza
che questi debbano essere presi in mano per la lettura del numero distintivo.
Alcune specie di alati, fra cui i canarini, sono ammessi alle esposizioni
ufficiali a concorso solo se muniti di anello inamovibile. Esistono
infatti due tipi di anellino; un tipo aperto, che può essere messo — e quindi
tolto — in ogni epoca della vita dell'uccello, e uno chiuso che va infilato
ai nidiacei ancora implumi in modo che non possa essere più sfilato una volta
che la zampa ha raggiunto il massimo sviluppo. Esistono anellini di varie
misure a seconda della specie cui sono destinati; per i canarini delle razze
di grande taglia è previsto un anellino più grande di quello riservato alle
minute. Gli anellini possono essere di metallo (alluminio) o di plastica. Si
può fare acquisto di anellini già confezionati (in tal caso si tratta per lo
più di anelli muti, che presentano solo diverse colorazioni o portano
stampigliato un numero progressivo) oppure commissionarne la fabbricazione a
un artigiano specializzato facendovi incidere sopra ciò che si desidera. Se
l'allevatore è iscritto a un'associazione di ornicoltori, può ricevere gli
anellini tramite questa. Gli anellini aperti, che si possono fissare all'arto
del volatile in qualsiasi momento della sua vita, devono essere fatti a
regola d'arte onde non abbiano a recare danno alla zampa del pennuto. La loro
applicazione è semplicissima. Gli anellini chiusi, invece, devono essere
infilati alla zampina del volatile ancora implume. Non si può indicare una
data Incidente che può a volte capitare allorché si fa uso degli anellini chiusi inamovibili. Può succedere che dopo l'inanellamento il dito posteriore del canarino vada a imprigionarsi nell'anello, e ciò avviene o per mera fatalità o per colpa, dei tentativi effettuati dalla madre allo scopo di rimuovere l'insolito oggetto. Con la crescita del volatile, l'anellino diventa naturalmente insufficiente a contenere sia il dito che la gamba. Se l'allevatore se ne accorge in tempo può liberare, magari con l'ausilio d'una goccia d'olio, il dito posteriore. Ma se l'intervento è tardivo, avviene cioè quando il dito è ormai tumefatto e non risulta più possibile far scorrere l'anellino, è necessario ricorrere al taglio dell'anello, operazione per la quale sono necessari uno strumento idoneo e la debita capacità. Qualche volta riesce impossibile tagliare l'anellino perché questo è completamente affondato nella carne rigonfia del dito: una volta accertatisi senza ombra di dubbio che non vi è alcun modo di rimuovere o tagliare l'anello, non resta che troncare il dito essendo preferibile questa perdita a quella dell'intera zampa, perdita inevitabile se alla situazione non si pone riparo. Amputato il dito — in modo da lasciare il moncone più lungo possibile — con uno strumento affilatissimo, si cauterizzi subito la ferita, sfilando quindi l'anellino dalla parte troncata, e si fasci accuratamente il moncone in modo che l'animale non possa stuzzicarsi la ferita col becco. Le persone non in possesso della necessaria pratica e abilità faranno bene a rivolgersi in questo caso a un veterinario. Apposite vaschette per le abluzioni degli uccelletti da gabbia. Assai comodi e pratici sono i bagnetti esterni, da applicare a uno sportello della gabbia, che impediscono ai canarini di bagnare all'intorno. Tali bagnetti esterni impediscono ai volatili 1 insudiciare l'acqua con le deiezioni e limitano al minimo la caduta di liquido sul fondo della gabbia, sicché di norma ad abluzioni ultimate non si rende necessario il rinnovo della carta che fodera il cassettino di fondo della gabbia, come invece avviene con i bagnetti interni. Inoltre il bagnetto esterno può restare sospeso alla gabbia per lungo tempo consentendo ai canarini di effettuare le abluzioni nel momento preferito ed eventualmente ripeterle nel corso della giornata, il che torna loro molto gradito nei mesi caldi. Esterne o interne che siano, le vaschette da bagno vonno sempre allontanate dalle gabbie qualche ora prima del tramonto, ad evitare che l'abbassamento di temperatura serale sorprenda qualche canarino col piumaggio ancora umido. Nidi
Un buon nido o portanido,
dev'essere costruito con filo di ferro zincato o plastica, materiali che non
offrono ricetto agli acari e sono facilmente lavabili e sterilizzabili. I
nidi più adatti alla riproduzione in gabbia dei canarini sono quelli interni
a coppa ovvero i portanido esterni a gabbietta. Il tipo esterno risulta più
comodo perchè facilita le pulizie ed è più facile schermarlo contro l'eccessiva
luce. Nella riproduzione in voliera si possono usare anche i portanido di
legno a cassettina. Qualora nella voliera vi siano più coppie in riproduzione
è necessario mettere a loro disposizione un numero di nidi superiore a quello
delle femmine (anche doppio) ad evitare litigi e scontri. I canarini, essendo
volatili che da molte generazioni si riproducono in gabbia, abbisognano meno
di altre specie d'un sito di nidificazione celato alla vista; in effetti le
canarine possono prolificare anche in un nido completamente esposto e in
ambiente a luce normale; ciò non toglie che anche per esse sia raccomandabile
un sito di nidificazione riparato e non esposto in piena luce. Pertanto è
bene che le gabbie da cova siano collocate in ambiente a luce attenuata (ma non
buio) se si utilizzano nidi interni, mentre se si fa ricorso ai portanido
esterni è sufficiente schermare quest'ultimo con un panno verde oppure
della carta, delle frasche o altro onde
fornire alla riproduttrice un rassicurante senso di protezione. Nel caso di
nidi interni con il panno verde si può ricoprire più o meno parzialmente la
gabbia. Quali materiali per imbottire il nido si possono usare sfilacci di
ogni genere, trucioli sottili di carta o legno (quelli che servono per
imballare gli oggetti fragili), paglia, crini, ovatta, ecc. II nido può essere appeso alla gabbia sin
dall'inizio ma il materiale va fornito solo quando la femmina da chiari segni
di volerne iniziare l'imbottitura (vi porterà dentro qualche foglia
d'insalata, pezzetti di carta strappata dal fondo, ecc.), altrimenti essa si
trastullerà con l'apposito materiale spargendolo per tutta la gabbia. Si
lasci appeso giornalmente nel nido un batuffolo di cotone: ciò eviterà che la
femmina alla ricerca di materiale soffice, anche se non è ancora pronta alla
costruzione, strappi le piume al maschio, e consentirà di stabilire —allorché
la canarina, anziché sprecarlo gingillandovisi, lo depositerà sul fondo del
nido — il momento di rifornirla di materiale abbondante per la bisogna.
Alcune canarine attendono da sole e con abilità alla preparazione del nido,
altre presentano il difetto di farlo troppo profondo, imbottendo molto i lati
e insufficientemente il fondo, oppure non lo approfondiscono a sufficienza;
altre ancora sono del tutto inette a questa operazione. Tranne che nel primo
caso, toccherà all'allevatore aiutare la bestiola. Nel caso di nido troppo o
troppo poco profondo, basterà ovviare al difetto cercando di non modificare
sostanzialmente il resto della struttura. La concavità del nido dev'essere
accentuata in modo che le uova restino ben raccolte sul fondo, Ozono
Gas derivante dalla modificazione allotropica dell'ossigeno; l'ozono si compone dall'ossigeno e si scompone in ossigeno: componendosi assorbe ossigeno, scomponendosi libera ossigeno restituendolo all'ambiente. Quindi oltre a un'azione ossidante battericida e depurante ha anche azione ossigenatrice dell'aria e dell'acqua. Inoltre l'ozono ha potere deumidificante. Lo si produce facilmente con l'Ozonogeno Ozonogeno
Nei locali d'allevamento chiusi, un efficace accessorio per sterilizzare e depurare l'aria è l'ozonogeno, piccolo apparecchio elettrico che produce Ozono. L'efficacia dell'azione purificatrice e battericida di questo gas negli ambienti destinati all'abitazione umana e all'allevamento del bestiame è nota da tempo e da tempo viene sfruttata. Attualmente si trovano in commercio piccoli apparecchi di costo modesto che rispondono bene alle esigenze degli ornicoltori dilettanti. L'ozonogeno va sistemato a una certa altezza dal suolo per favorire la diffusione dell'ozono ch'è un gas pesante. Le dimensioni dell'apparecchio e la durata dell'accensione giornaliera vanno proporzionate alle dimensioni del locale (dati che sono in genere forniti dal fabbricante insieme all'ozonogeno); un eccesso di concentrazione di ozono nell'aria, come tutti gli eccessi, può diventare dannoso; in casi estremi — raggiungibili solo in un ambiente angusto e mal aerato, come non deve mai essere un locale d'allevamento — il troppo ozono può procurare al tessuto cellulare animale delle lesioni sul tipo di quelle prodotte dai raggi X. Se usato secondo le regole, l'ozonogeno contribuisce efficacemente alla sterilizzazione del locale e all'eliminazione dei cattivi odori. Vengono cosi denominate le bacchette sulle quali si posa l'uccello in gabbia. I posatoi, di legno o di plastica, conviene che siano cavi (in essi si rintaneranno gli eventuali acari rossi che potranno così essere facilmente individuati ed eliminati). Si evitino i posatoi troppo sottili che possono col tempo causare danno alle zampette dei canarini; lo spessore minimo deve corrisponclere a quello d'un dito umano ma è meglio ve ne sia anche qualcuno più grosso: è consigliabile che i posatoi presentino fra loro diversi spessori perché in tal modo le zampine dei canarini, rimanendo più o meno aperte, vengono sottoposte a un benefico esercizio supplementare. I posatoi a sezione ellittica, ovale o semiovale sono da preferirsi a quelli con sezione rotonda. Non si usino le canne come posatoi perché troppo levigate e troppo dure. Sia nella gabbia che nella voliera bisogna sistemare il numero posatoi strettamente indispensabile; troppi posatoi riducono lo spazio utile per il libero movimento degli alati e inducono i volatili tendenzialmente pigri a non esercitarsi sufficientemente nel volo. E ovvio che i posatoi non vanno posti in modo che gli uccelletti che vi sostano possano insudiciare dall'alto i compagni che stanno più in basso o i recipienti contenenti cibo e acqua.
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