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#Acqua #Aglio #Albicocca #Alimentazione
#Alimentazione Colorante
Gli uccelli devono sempre disporre di acqua fresca con cui dissetarsi; rinnovare giornalmente il contenuto delle beverole è pratica opportuna se non proprio necessaria. Buona abitudine è di aggiungere all'acqua da bere alcune gocce di succo di limone che servono a facilitare la digestione e, ricche come sono di vitamina C, prevengono e combattono l'avitaminosi. Di tanto in tanto nella beverola, al posto del limone, si può mettere una fettina di spicchio d'aglio che ha buon potere disinfettante. Nei mesi freddi bisogna porre attenzione a che l'acqua da bere abbia la temperatura ambiente; se troppo fredda potrebbe causare delle raucedini. Nelle località in cui l'acqua potabile non è ottima e nelle città dove essa viene disinfettata con il cloro, non sarà male fare uso, almeno durante il periodo riproduttivo, d'una buona acqua minerale non gassata artificialmente. Le acque minerali portano in soluzione degli elementi che per la ridottissima concentrazione e per la struttura fisico-chimica sono di facile assimilazione. L'Italia è assai ricca di buone acque minerali, attingibili alla fonte o acquistabili in bottiglia. Particolarmente consigliabili sono le acque bicarbonato-alcaline che esercitano una delicata azione terapeutica nelle indisposizioni dell'apparato digerente. Chi non ritenesse di utilizzare l'acqua minerale, dovrebbe almeno aggiungere una o due volte alla settimana alla comune acqua da bere del bicarbonato di sodio (un cucchiaino da caffè per litro, cioè intorno ai 5 grammi) in funzione di blando regolatore della digestione. Vi sono allevatori che una volta al mese aggiungono del sale inglese all'acqua da bere (due grammi per litro) per regolare le funzioni intestinali, accorgimento che può tornare utile per lo più nell'allevamento delle razze meno rustiche. Naturalmente le varie aggiunte di sostanze all'acqua da bere (limone, aglio, bicarbonato, sali) non vanno effettuate contemporaneamente ma in giorni diversi. L'utilizzazione di un'acqua minerale leggera è senz'altro opportuna nella preparazione di pastoncini destinati all'alleva- mento allo stecco dei nidiacei.
Ha proprietà diuretiche e tenifughe ed esercita azione stimolante ed antisettiche sull'apparato respiratorio. L'aglio non può essere utilizzato quale alimento per i canarini, ma se ne possono sfruttare le virtù acaricide e l'azione profilattica nei confronti di varie malattie infettive nonchè quella antisettica e stimolante sulle mucose dell'apparato respiratorio, aggiungendone periodicamente una fettina all'acqua da bere.
Frutto ricco di vitamina A, poco usato nell'alimentazione degli uccelli, benchè, se ben maturo, torni gradito a molti soggetti, cui va somministrato con moderazione.
I canarini sono tra gli uccelletti da gabbia più facili ad essere alimentati. Bisogna però guardarsi dal cadere nella faciloneria perchè una dieta troppo semplice e monotona non fornisce ai pennuti tutte le sostanze necessarie alla loro prospera esistenza. La base dell'alimentazione dei canarini è costituita d'una miscela di semi da integrarsi con frutti freschi e zuccherini, verdure, biscotto all'uovo, sostanze minerali. I soggetti di nuovo acquisto non devono essere assoggettati a brusche variazioni alimentari; bisogna informarsi presso il venditore del regime alimentare da lui adottato, in guisa di potervisi uniformare almeno per i primi giorni susseguenti l'acquisto; se poi tale dieta non sarà ritenuta idonea, la si modificherà gradualmente sino a trasformarla completamente in quella considerata migliore. Chiariamo però che questa gradualità va osservata per le sostanze costituenti la dieta base, non per quelle complementari per le quali sia prescritta una somministrazione limitata. Ad esempio, se si acquista un canarino che il venditore alimentava con una miscela di grani composta in larga prevalenza di miglio, facendogli mancare le sostanze vegetali fresche ed il biscotto all'uovo, non si dovrà sostituire subito questa inidonea miscela con altra completamente diversa perché il pennuto, oltre a risentire della brusca variazione di elementi nutritivi, potrebbe, spinto dalla gola, sovralimentarsi con quei semi particolarmente appetitosi che il negligente vecchio proprietario gli faceva mancare; la variazione della composizione della miscela di grani, che costituisce la base nutritiva dei canarini, dovrà essere graduale. Per quanto riguarda invece la verdura, la frutta e il biscotto all'uovo, questi ed altri alimenti complementari devono essere somministrati subito — naturalmente nelle dosi prescritte — senza processo di graduale assuefazione perché trattasi di sostanze per le quali non c'è da temere un'eccessiva ingestione suscettibile di arrecare nocumento ai canarini. Un'alimentazione non variata, costituita sempre dalle stesse poche sostanze, finisce a lungo andare non solo per ingenerare disappetenza ma anche per compromettere le normali capacità assimilative dell'organismo. Si calcola che un canarino consuma in media durante un anno circa sei chilogrammi e mezzo di cibo, costituito per due terzi di sementi e per il resto di vegetali freschi, biscotti ed altri alimenti complementari; calcolando che sulle sementi si ha una tara di parte non edibile (bucce, gambi di spighe, ecc.) di circa il 20%, abbiamo un consumo medio giornaliero di circa 15 grammi per canarino, dato naturalmente soggetto alle variazioni condizionate dalla taglia, dalla vivacità e possibilità di moto del volatile, dalla temperatura ambiente e da tanti altri fattori. Come regola generale è opportuno somministrare gli alimenti di facile e rapida digestione —come frutta e verdure — durante la mattinata e nelle primissime ore del pomeriggio, in modo che i canarini consumino verso sera solo gli alimenti più consistenti e di meno rapida digestione, meglio atti a mantenere repleto lo stomaco nella notte.
Presso molti allevatori che perseguono fini espositivi o commerciali è invalsa l'abitudine di somministrare ai canarini delle sostanze coloranti allo scopo di accentuare la tinta rossa del mantello. Gli alimenti coloranti si trovano già pronti in commercio o possono essere preparati in casa, ma quest'ultima soluzione è sconsigliabile per varie ragioni tra cui la difficoltà di dosare perfettamente le varie sostanze. Anche alcuni vegetali — in particolare la carota e gli spinaci — hanno il potere d'intensificare la colorazione rossa del piumaggio. L'alimentazione colorante viene usata soprattutto per i canarini a fattore rosso, ma c'è anche chi la impiega per altre razze; in proposito bisogna attirare l'attenzione del novizio che voglia acquistare questi pennuti sul fatto che la particolare intensità di tinta del piumaggio ottenuta artificialmente è destinata a cessare con la prima muta ove la somministrazione dei coloranti venga sospesa. Chi ricorre alla pratica colorante deve tener conto di alcune avvertenze. L'alimento colorante a tinta molto intensa non sempre è il migliore: brillantezza e nettezza di colore sono più importanti dell'intensità, spesso procurata con l'impiego di sostanze che possono tornare nocive. In particolare bisogna astenersi dal fare uso, come taluno sconsideratamente suole, del pepe di Caienna, o paprica che dir si voglia. I veicoli di somministrazione del prodotto colorante variano (acqua da bere, pastoncino, ecc.) e sono generalmente indicati nella posologia del prodotto. Qualunque sia il metodo di somministrazione e il tipo di colorante impiegato, il segreto del successo non sta nel rimpinzare l'alato ma nella regolarità con cui la sostanza colorante viene propinata. La dose iniziale dev'essere ridotta, con un leggero aumento nel corso della seconda settimana, per modo che a partire dal ventesimo giorno soltanto, l'animale usufruisca della massima dose prescritta. Gli interessati rammentino che per rinforzare il colore naturale del piumaggio basta una piccoissima quantità di alimento colorante, quindi non si deve forzare l'alato a divorarne oltre il necessario. Il sangue può assorbire solo una minima quantità dell'agente colorante, il resto passa inutilizzato attraverso il tubo digerente. Comunque, se un soggetto da segno di indisposizione durante l'alimentazione colorante, bisogna porlo a dieta per qualche giorno somministrandogli fra l'altro del biscotto inzuppato nel latte; questa breve interruzione non influirà per nulla o per pochissimo sul risultato finale ma, in compenso, eliminerà l'indisposizione. E importante cominciare l'alimentazione colorante prima dell'inizio della muta e continuarla per qualche tempo dopo che la muta è apparentemente ultimata. Molti allevatori seguono il sistema di continuare a propinare piccole quantità di cibo colorante una o due volte la settimana durante tutta la stagione delle mostre, evitando così il rischio di veder ricrescere più chiara una penna perduta. I bagni di sole durante il periodo di somministrazione dell'alimentazione colorante vanno sospesi, che altrimenti ne diminuirebbe l'efficacia.
L'accoppiamento e la successiva nidificazione sono condizionati dal raggiungimento da parte dei riproduttori della così detta "forma amorosa"; affinchè tale forma venga raggiunta dai canarini in tempo giusto è necessario che essi siano alloggiati in locali idonei e usufruiscano di un'alimentazione sostanziosa e vitaminica che li prepari convenientemente alle fatiche del ciclo riproduttivo. L'entrata in amore dei riproduttori può essere affrettata o ritardata facendo accorto uso di alimenti (Almenti stimolanti). Ai cibi freschi e alla normale miscela di semi è bene aggiungere già un mese prima dell'accoppiamento una piccola dose di pastoncino all'uovo da somministrare due volte alla settimana durante la prima quindicina e a giorni alternati per il restante periodo. Così, oltre a irrobustire le bestiole, si abituerà la femmina a cibarsi del pastoncino evitando il rischio, sempre possibile per chi lo somministra solo alla schiusa delle uova, ch'essa rifiuti l'insolito cibo e alimenti i piccoli con i soli semi, pregiudicando la riuscita della covata. All'inizio della cova è bene sospendere la somministrazione del pastoncino per riprenderla il giorno della schiusa, o meglio in quello successivo. Oltre all'indispensabile osso di seppia, non manchino mai in questo periodo gli altri integrativi minerali.
La miscela di semi è la base dell'alimentazione dei canarini ma non è sufficiente ad assicurare ad essi tutte le sostanze di cui il loro organismo abbisogna. Esistono vari alimenti complementari — complementari per la quantità in cui vengono ingeriti, non per la loro importanza nutritiva — indispensabili all'approntamento d'una dieta razionale e bilanciata; i principali sono le verdure, la frutta, il biscotto all'uovo, ed altri.
II raggiungimento della perfetta forma amorosa nei canarini dev'essere favorito con la somministrazione di alimenti stimolanti. I principali e più comuni alimenti stimolanti usati in canaricoltura sono: il rosso d'uovo e i semi di canapa, niger e papavero; meno comuni ma con uguali proprietà i semi di prezzemolo, anice, cumino e finocchio, il finocchio verde, la polvere di genziana e alcuni semi di piante selvatiche. In genere per i soggetti ben tenuti e bene nutriti non si rende necessario il ricorso a particolari accorgimenti dietetici per conseguire il raggiungimento della forma amorosa, essendo sufficiente la somministrazione del pastone all'uovo nel periodo pre-cova. Trovandosi nella necessità di accelerare il raggiungimento della condizione riproduttiva, si potranno aumentare le dosi dei semi di canapa, niger e papavero nella consueta miscela di semi, giungendo se del caso anche a somministrare altri alimenti stimolanti. Esistono in commercio delle confezioni di appositi semi condizionatori alle quali è consigliabile fare ricorso nel periodo che precede la riproduzione. Giuoca un ruolo importante, per la forma amorosa e per la fecondità dei volatili da gabbia, la vitamina E che si trova fra l'altro nelle insalate e nei piselli freschi, nonché nelle banane. Oltre a questi alimenti freschiricchi di vitamina E, si può somministrare ai canarini, se necessitano un apposito integratore vitaminico del commercio, specifico per uso ornitologico. Alcuni allevatori, per il rapido raggiungimento della forma amorosa nei volatili, fanno ricorso a sostanze afrodisiache come la cantaride che viene sciolta in acqua bollente in soluzione all'uno per mille (un grammo per litro), soluzione di cui si aggiunge giornalmente un cucchiaino da caffè all'acqua da bere durante una settimana. Trattasi di espediente sconsigliabile perché l'uso delle sostanze eccitanti, a differenza di quello dei comuni alimenti stimolanti, fa sì conseguire l'eccitazione amorosa ma non in conseguenza del raggiungimento della perfetta forma fisica necessaria per il normale espletamento della funzione fisiologica. Si può fare eccezione solo per quelle femmine appartenenti a razze difficili da riprodursi in gabbia che rifiutano di ingerire i normali alimenti stimolanti, ma anche in tal caso l'impiego va saggiamente limitato. Sconsigliabile in genere l'impiego di prodotti farmaceutici ormonali, a meno che non si possieda al riguardo una specifica competenza o che non si venga consigliati caso per caso da un esperto. L'allevatore che vuole ritardare anzichè anticipare il raggiungimento della forma amorosa dovrà naturalmente comportarsi in maniera inversa, dovrà cioè non somministrare il pastone all'uovo e il seme di papavero e ridurre nella consueta miscela di semi le dosi della canapa e del niger. Utile accorgimento sarà anche quello di tenere gli uccelli separati per sesso facendo in modo che le femmine non abbiano a sentire il canto dei maschi che ha su di esse potere stimolante.
Frutto gradito da molti uccelli da gabbia se ben maturo; consigliabile la somministrazione ai canarini e in particolare a soggetti affetti da malattie dello stomaco e dell'intestino prodotte da fermentazione putrida e da intossicazione.
Il seme di avena decorticato è usato nell'alimentazione dei piccoli granivori da gabbia e rientra nella composizione delle comuni miscele. Trattasi di un seme molto ricco di carboidrati e con una dotazione di sostanze proteiche inferiore a quelle degli altri semi comunemente usati nell'alimentazione dei canarini; il seme di avena è inoltre abbastanza ricco di sali minerali e povero di grassi. Gradito agli uccelletti, va somministrato in dosi ridotte in quanto riscaldante e di difficile digestione.
Più nutriente ed energetica degli altri frutti, abbastanza ricca di fosforo e vitamina A, contiene la vitamina E non presente negli altri frutti. Consigliabile la somministrazione ai canarini che la gradiscono.
Uno dei principali alimenti integrativi per i canarini è il biscotto all'uovo; non lo si faccia mai mancare. Si possono usare quei prodotti per uso ornitologico oppure quelli comunemente posti in vendita per l'alimentazione umana purché di ottima qualità e sufficientemente ricchi d'uovo. Meglio ancora prepararli in casa secondo la seguente ricetta: sbattere a neve l'albume di sei uova di gallina e, continuando a sbattere, aggiungere prima i tuorli, poi 40 gr di zucchero in polvere e 70 gr di farina di granturco molto fine: la pasta fluida ottenuta in tal modo si versa in una teglia ben unta con burro e cosparsa di pan grattato o di sottili croste di pane; si passa quindi in forno ben caldo. La consistenza di questo biscotto senza lievito è soffice e vaporosa come quella del pan di Spagna, il che lo rende atto, specie se si considera che è composto per massima parte di uovo, a sostituire completamente l'uovo sodo o addirittura il pastoncino all'uovo
metallo alcalino-terroso di colore bianco-argento allo stato puro.E' uno dei minerali meno perfettamente distribuito nei vari alimenti e pertanto, essendo il calcio elemento essenziale alla vita, bisogna fare attenzione a evitare nei canarini i danni conseguenti alla sua insufficiente disponibilità. Il calcio agli uccelli da gabbia va fornito con l'osso di seppia che non deve mai mancare nella gabbia di qualsiasi specie alata. Nel periodo della cova conviene integrare l'osso di seppia con dei mezzi gusci d'uovo di gallina (ricchi di calcare puro) che posti interi nella gabbia verranno becchettati dalle canarine alla ricerca di calcio per la formazione del guscio delle uova da deporre. Anche nel pastone destinato all'allevamento dei piccoli conviene aggiungere giornalmente un po' di calcio, raschiatura finissima d'osso di seppia o sali minerali in polvere, per assicurare la formazione delle parti scheletriche.
II seme di canapa è comunemente usato in ornicoltura e rientra nella composizione delle miscele di grani studiate per l'allevamento dei canarini. Il guscio è piuttosto resistente, il che ne rende alquanto laboriosa la sbucciatura. Molto gradito agli uccelletti per il gustoso sapore, il seme di canapa è piuttosto oleoso, nutriente, riscaldante e di non facile digestione; va pertanto somministrato in piccole dosi. È anche eccitante, il che lo rende idoneo quale alimento stimolante.
I carboni di legno dolce hanno proprietà terapeutiche essendo degli ottimi disinfettanti intestinali; tra i migliori quelli ricavati da legno di tiglio o di pioppo; particolarmente apprezzato come disinfettante intestinale il carbone di Belloch derivante dal pioppo bianco. Questi carboni sono efficacissimi assorbenti delle fermentazioni abnormi; è bene che non manchino mai ai volatili d'allevamento, specie a quelli mantenuti nelle ristrettezze d'una gabbia; di particolare utilità ai nidiacei in fase di sviluppo. Il carbone può essere somministrato polverizzato in apposita mangiatoia o mischiato a un integrativo minerale.
Ottimo ortaggio per l'alimentazione degli uccelli da gabbia. Questo tubero contiene la massima quantità di vitamina A riscontrabile nei vegetali ed è uno dei preziosi componenti del pastoncino. Oltre che grattugiata e amalgamata nel pastone, può essere somministrata ai volatili a fettine, ma in tal modo non tutti i soggetti la gradiscono. Essendo un alimento ricco di caroteni, ha la proprietà di intensificare la colorazione dei canarini a fattore rosso.
I cavoli pur non essendo molto impiegati in canaricoltura, sono delle ottime verdure per gli uccelli, molto vitaminiche e salutari, e hanno oltretutto il vantaggio di mantenersi freschi assai più a lungo delle altre; sono ricchi di zolfo e esercitano azione depurativa. E' consigliabile somministrare giornalmente ai volatili da gabbia qualche foglia di cavolo, dando la preferenza a quelle interne che sono meno dure delle altre.
Ortaggio cucurbitaceo indicatissimo nell'alimentazione dei volatili da gabbia anche se pochissimo usato in tal senso. Il cetriolo fresco, pur non essendo molto nutriente, è particolarmente raccomandabile come alimento diuretico, molto ricco di succhi benefici che esercitano azione tonica sull'organismo. I canarini preferiscono la parte interna acquosa e ricca di semi.
Tutte le varietà di cicoria, ma soprattutto quella selvatica che ha più spiccate proprietà diuretiche, lassative e febbrifughe, sono tra le migliori verdure per uccelli, con proprietà toniche e graditissime a tutte le speci da gabbia. Anche i semi di cicoria costituiscono un ottimo alimento per i canarini, e la somministrazione in piccole dosi è consigliabile durante tutto l'anno.
Frutti molto graditi ai canarini se ben maturi e a polpa zuccherina e succosa. La somministrazione delle ciliege giova ai malati di artrite. Agli uccelletti da gabbia vanno porte dopo averne intaccato la buccia con un breve taglio.
Assai ricca di vitamine, la cipolla ha proprietà diuretiche e tenifughe ed esercita azione stimolante e antisettica sulle mucose dell'apparato respiratorio. Di tanto in tanto è bene somministrare una fettina di questo bulbo ai canarini, alcuni dei quali lo gradiranno subito e altri solo dopo un certo tempo (in genere l'appetibilità è condizionata dall'istintivo bisogno che l'animale sente del vegetale).
Scarsamente sostanzioso e vitaminico, questo frutto è però dotato di notevoli proprietà diuretiche e quand'è a polpa zuccherina viene sovente gradito dai canarini.
Per il loro dolce gradevole sapore i datteri sono appetiti dai canarini, risultando oltre che nutrienti e vitaminici, i più digeribili tra i frutti sviluppanti alto numero di calorie.
Regime alimentare adatto sia alle normali esigenze biologiche di un essere vivente sia a esigenze particolari d'indole terapeutica. L'approntamento d'una normale dieta per ogni volatile da gabbia deve tener conto innanzitutto di quella che è l'alimentazione naturale della specie e poi delle proprietà nutritive dei singoli alimenti (calorie e composizione chimica) in modo che i vari cibi vengano assortiti in una dieta giustamente bilanciata. Per stabilire una dieta razionalmente bilanciata bisogna tener presente che gli elementi nutritivi sono utilizzati dagli organismi viventi secondo determinati rapporti e solo in diretta ragione di questi rapporti, talché l'eccedenza di uno o più elementi rispetto al rapporto utile resta inutilizzata e costituisce sciupio mentre la deficienza d'un elemento utile condiziona l'utilizzazione degli altri nei limiti del rapporto, facendola risultare incompleta. È stato accertato che l'organismo dei canarini abbisogna nei vari momenti del suo ciclo vitale di alimenti nutritivi il cui rapporto fra essi può così stabilirsi condizioni normali di vita in ambiente temperato: il rapporto tra proteine e restanti elementi nutritivi (grassi e carboidrati) è di 1:5,5; condizioni normali di vita in ambiente invernale: 1:7,5; riproduttori nidificanti: 1:4; giovani in fase di sviluppo 1:4,5; periodo di muta del piumaggio: 1:3,5; tenendo conto di questi rapporti, del valore nutritivo degli alimenti è possibile stabilire diete appropriate nei vari stadi vitali del volatile
Le fave verdi, ben poco usate nell'alimentazione dei canarini, quando sono fresche e dolci costituiscono un ottimo e gradito cibo, salutare, ricco di vitamine B1, B2, C ed A, di proteine, di calcio e ferro e per di più facilmente digeribile. Per la somministrazione ai piccoli volatili conviene aprire a metà il baccello verde, nel senso della lunghezza lasciando le fave attaccate al loro posto
Ricchi di calcio, fosforo e ferro, contenenti vitamina A, B1, B2, i fichi freschi sono alimento spesso assai gradito dai canarini, cui vanno somministrati perfettamente maturi e in piccole dosi. Anche i fichi secchi disponibili in ogni epoca dell'anno, ricchissimi di zuccheri e buon lassativo, sono ottimo alimento per gli uccelletti da gabbia, ai quali vanno porti spaccati a mezzo in modo che ne possano beccare l'interno.
I semi di girasole pur contenendo sino al 35% di olio non sono riscaldanti. Ai volatili come i canarini che non sono in grado di sgusciarli si possono somministrare in piccole dosi, una volta sbucciati, come leccornia. A questi semi si riconosce un'azione di blando giovamento agli uccelli che soffrono di crisi epilettiche.
L'organismo animale abbisogna anche di sostanze Minerali ma quelle contenute nei cibi (soprattutto nelle verdure) e nell'acqua da bere non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno dei canarini; da qui la necessità di fornire loro sostanze minerali integrative. Il più comune e utile è l'osso di seppia (chiamasi in tal modo la conchiglia interna del noto mollusco), prezioso integratore minerale utile anche per impedire l'eccessiva crescita del becco. L'osso di seppia è indispensabile ma non sufficiente. E' necessario che in ogni contenitore ci sia un recipiente sempre pieno di un composto di tré parti di terra di una parte di sabbia marina fina e non lavata; gli uccelletti lo divorano con avidità e ciò si spiega col fatto che quasi tutti i minerali necessari alla vita degli alati sono contenuti nella terra. Si utilizzi del terreno naturale e non coltivato, per evitare la presenza di additivi chimici, e lo si lasci riposare per un mesetto in un recipiente di coccio prima di somministrarlo agli alati (affinché eventuali processi di decomposizione in corso abbiano il tempo di concludersi) mantenendolo costantemente umido. Tra gli altri integrativi molto utili ai canarini ricordiamo il carbone i gusci d'uovo il grit. La fornitura di sostanze minerali ai canarini può essere completata sospendendo nella gabbia uno di quei blocchetti di sali minerali che sono posti in vendita nelle uccellerie, oppure con dei sali minerali in polvere aggiunti agli alimenti. Parliamo infine del bicarbonato di sodio che in pollicoltura si è dimostrato molto efficace per il rafforzamento del guscio delle uova di cui aumenta lo spessore, meno probabili le rotture accidentali. Poiché l'azione del bicarbonato di sodio non è immediata ma si rileva solo dopo un mese, conviene iniziarne la somministrazione all'inizio del periodo riproduttivo amalgamandolo al pastoncino all'uovo o ad altri alimenti (la somministrazione al fine di irrobustire i gusci delle uova risulta più efficace se il sale viene incorporato nel mangime) nella dose giornaliera di cinque milligrammi per canarina.
I frutti di quest'albero sono ottimi per l'alimentazione dei canarini perchè tra i frutti freschi sono i più dotati di proteine e risultano inoltre ricchi di vitamina A. Contengono in minor dose anche vitamine del gruppo B, vitamina C, ferro, calcio e fosforo. Vanno però somministrati ben maturi
Questi frutti sono alimento gradito e salutare per la massima parte degli uccelli da gabbia. I lamponi sono ricchi di vitamina C, contengono vitamine A, B1, B2, PP, nonchè calcio, ferro, fosforo e potassio; hanno azione rinfrescante e sono considerati giovevoli nei casi di reumatismo.
Un tempo gli ornicoltori usavano comunemente il pane o il biscotto inzuppati nel latte quale alimento per i volatili con prole da imbeccare e sono ancora numerosi coloro che ritengono idoneo questo tipo di alimentazione, il che non è in quanto il latte risulta alimento nocivo agli uccelli (provoca delle calcificazioni interne) di cui può causare col tempo anche la morte. In ogni caso i volatili allevati con zuppa lattea sono delicati, cattivi riproduttori e cantori scadenti. Pertanto il latte, alimento innaturale per gli uccelli, non va impiegato dal canaricoltore salvo casi del tutto particolari indicati dagli esperti.
Questa verdura è molto gradita dagli uccelletti da gabbia e contrariamente a quanto taluni ritengono, non è affatto dannosa, anzi ha potere rinfrescante e sedativo, nonché azione blandamente lassativa. Contiene calcio, fosforo, ferro, Vitamine A, B1, B2 e C. Giova nei casi di stipsi, somministrata con parsimonia. Anche i semi di lattuga sono un eccellente alimento per i piccoli volatili granivori; costituiscono un alimento rinfrescante giovevole alle funzioni dell'apparato digerente, con proprietà toniche salutari. Possono essere somministrati liberamente e conviene porgerli non mischiati agli altri semi perchè essendo molto minuti andrebbero facilmente sprecati.
I semi di lino (detti anche semelino o linseme) vengono comunemente usati nell'alimentazione dei piccoli volatili da gabbia; sono ricchi di proteine, con buone percentuali di grassi e carboidrati; molto nutrienti, favoriscono la lucentezza del piumaggio; le piccole dosi sono facilmente assimilabili e favoriscono la digestione esercitando anche azione emolliente e giovano nei casi di infiammazione intestinale. Sono altresì ricchi di mucillagine. Per essere giovevoli alla salute dei canarini i semi di lino devono costituire solo una piccola parte della miscela di grani.
Fra tutti i frutti la mela è il più consigliabile nell'alimentazione dei volatili da gabbia, ai quali è bene somministrarla giornalmente durante tutto l'anno, e in particolar modo nel periodo riproduttivo. Esistono molte varietà di mele; di norma le più gradile ai canarini sono quelle a polpa zuccherina più o meno farinosa; meno apprezzate, o anche rifiutate, quelle a polpa dura dal gusto asprigno. Le mele contengono vitamine A, Bl, B2, C, PP e piccole quantità di calcio, ferro, fosforo. Costituiscono un alimento digeribilissimo, con proprietà emollienti e leggermente lassative; regolarizzano le funzioni del fegato, disinfettano il cavo orale, contribuiscono al tranquillo riposo notturno e agglutinano il soverchio succo gastrico dello stomaco combattendo l'iperacidità; inoltre controbilanciano l'effetto costipante del tuorlo d'uovo e sono pertanto particolarmente utili durante la fase d'allevamento dei nidiacei, quando del pastoncino all'uovo si fa largo uso. Anche i semi delle mele, che contengooltre il 25% di olio grasso, sono alimento gradito a molti volatili
Discretamente sostanzioso e assai ricco di vitamina A, il melone quand'è dolce e maturo risulta alimento idoneo ai canarini, che lo gradiscono molto.
Alcuni allevatori lo usano quale alimento complementare nella dieta dei canarini; in reltà trattasi di cibo poco adatto a questi uccelletti cui può arrecare anche disturbi intestinali. Meglio non usarlo se non in deteminati casi con finalità terapeutiche, ad esempio nei casi di raucedine.
I semi di miglio, ricchi di carboidrati e poveri di grassi, costituiscono un becchime classico, il che non toglie vi siano molti altri semi adessi preferibili. I canarini, lo gradiscono poco, quando non lo rifiutano del tutto, e ad essi non conviene somministrarlo anche perchè convenientemente sostituibile col panico, che ha la stessa composizione chimica ed è più digeribile.
I canarini sono uccelli essenzialmente granivori. I semi appetiti dai canarini sono molti ma solo alcuni vengono posti comunemente in commercio; tali semi sufficienti all'approntamento d'una miscela idonea — sono i seguenti: scagliola, niger, panico, miglio, ravizzone e colza. avena, canapa, lino, cardo, papavero, cicoria e lattuga. Scagliola, panico, miglio e avena sono semi farinosi mentre gli altri citati sono più o meno oleosi. In commercio si trovano miscele di semi per canarini già dosare conviene scegliere le confezioni sigillate i cui semi sono stati sottoposti ad accurata ventilazione operazione che li ripulisce da polvere e da altre impurità da cui sono ricoperti e che possono riuscire dannose ai volatili. Conviene astenersi dall'acquistare scatole di sementi di basso costo perché il minor prezzo di tali confezioni è reso possibile dall'inidonea (per i canarini) dosatura delle miscele, in cui prevalgono largamente i semi di minor costo, senza nessun conto delle esigenze dietetiche dei volatili. Le sementi devono essere conservate al riparo dalla polvere e dall'umidità, entro contenitori aerati, per evitare che ammuffiscano o vengano infestate da insetti. Molti allevatori amano preparare personalmente la miscela destinata ai loro canarini e di formule ve ne sono a iosa; ecco la formula d'una miscela che può andare più o meno bene per tutte le razze non da canto in condizioni normali di allevamento: Scagliola 40 parti Niger 20 parti Panico 10 parti Ravizzone 10 parti Avena 10 parti Canapa 5 parti Lino 5 parti Oltre questa miscela conviene somministrarne congiuntamente un'altra, in separata mangiatoia, composta di semi di Cardo, Lattuga e Cicoria dosata come segue: 1/3 di Cardo, 1/3 di Lattuga e 1/3 di Cicoria. La composizione separata di tale miscela è consigliata solo da ragioni di praticità ed economia; praticità perchè ne rende più facilmente proporzionabile la dose in rapporto alla prima miscela (la quantità va dosata a seconda del periodo dell'anno: come base se ne somministri un misurino ogni quattro della miscela principale); economia in quanto si tratta di semi molto minuti (lattuga e cicoria) e di costo più elevato degli altri e perciò conviene evitare al massimo che se ne faccia spreco. Questi semi, nonchè quello di papavero (darne mezzo cucchiaino da caffè a testa ogni secondo giorno dell'epoca della riproduzione e più sltuariamente per il resto dell'anno) sono semi condizionatori che vanno dati tutto l'anno e in dose aumentata nell'epoca riproduttiva. Esistono anche altri semi condizionatori idonei all'alimentazione dei canarini, reperibili in commercio sciolti o in apposite confezioni sigillate contenenti particolari miscele. Tra questi semi condizionatori speciali troviamo, oltre ai summenzionati, l'anice, il coriandolo, il sesamo, la piantaggine, la senape, la camelina, ecc. Volendo tenere a freno i canarini che tendono ad amoreggiare prematuramente, bisogna aumentare nella miscela base la dose di scagliola, diminuendo quelle di ravizzone, canapa e lino ed eliminando il papavero. Per i canarini troppo eccitati (in qualche caso possono giungere a becchettarsi a sangue la cloaca o la ghiandola uropigiale) o per quelli con lo stomaco riscaldato da alimentazione grassa e sostanziosa, si ricorra per alcuni giorni a una dieta costituita, oltre che da sostanze vegetali fresche, dalla seguente miscela: Scagliola 60 parti Cardo 15 parti Lattuga 10 parti Cicoria 10 parti Lino 5 parti e panico in spighe a volontà a parte (o anche 40 parti di scagliola e 20 parti di panico sfuso nella miscela). Se gli uccellini sono troppo magri converrà aumentare un po' le dosi di papavero, ravizzone, canapa, lino e niger; se troppo grassi diminuirle. Qualche pinolo somministrato un paio di volte la settimana costituirà gradita e utile leccornia. Per le razze da canto del canarino la dieta si deve imperniare sul seme di ravizzone. In genere gli allevatori esperti, specie durante il periodo della formazione canora dei canarini, studiano una particolare dieta per ogni soggetto, giungendo talvolta ad alimentare per alcuni periodi i loro cantori con solo ravizzone. In Germania, patria dei canarini da canto Harzer, alcuni allevatori consigliano delle miscele di semi ma più spesso a questi canarini si preferisce somministrare i semi separati. Una miscela idonea ai canarini di razza da canto può essere la seguente: Ravizzone 60 parti Scagliola 20 parti Canapa 5 parti Niger 5 parti Avena 5 parti Papavero 3 parti Lino 1parte Lattuga 1parte Chi si vuoi dedicare all'allevamento sportivo dei canarini da canto dovrà approfondire l'argomento perché la tecnica di alimentazione è strettamente connessa con la produzione di valenti cantori. Chi acquista semi in scatola destinandoli a canarini non da canto deve controllare che sulla confezione non sia specificato trattasi di miscela riservata ad Harzer (o Roller) e Malinois perché la preponderanza di ravizzone non è indicata per i canarini di altre razze. E quando si acquistano i semi sfusi bisogna accertarsi che non siano stantii, bacati o addirittura trattati con sostanze nocive, come può capitare per sementi non espressamente destinate al consumo avicolo. Inoltre, prima di somministrarli ai volatili, questi semi, ripetiamo, vanno setacciati e ventilati. Sconsigliabile infine riutilizzare i semi caduti sul fondo dei contenitori; per non sprecarli, siano distribuiti ai passerotti che spesso visitano i davanzali delle nostre finestre e i giardini privati e pubblici.
I caratteristici semi di niger, piccoli, sottili, allungati, nero-lucidi, rientrano nella composizione delle miscele per la maggior parte dei piccoli volatili da gabbia, canarini compresi. Particolarmente graditi dai volatili per il gradevole sapore, questi semi sostanziosi----in quanto ricchi di grassi----hanno un certo effetto ingrassante ed eccitante, e stimolano la funzione ghiandolare, favorendo, tra l'altro, la deposizione delle uova e il rinnivamento del piumaggio. Somministrato in giusta dose sono salutari e di facile digestione.
Diconsi omogeneizzati gli alimenti sottoposti a processo di omogeneizzazione entro apposito apparecchio che riducendoli in amalgama finissimo li rende di più facile e pronta assimilazione. Gli omogeneizzati di origine animale, largamente usati nello svezzamento dei bambini, possono trovare utile impiego in canaricoltura per l'arricchimento proteico del pastoncino destinato all'allevamento dei nidiacei.
Il pane fresco è del tutto inidoneo quale alimento dei piccoli volatili da gabbia e non va impiegato in alcun caso. Il pangrattato invece viene spesso usato nella preparazione del pastoncino all'uovo per i canarini; impiegato a tal scopo deve essere in polvere fina e possibilmente del tipo sottoposto a seconda cottura. Meglio però sostituire ad esso fette biscottate finemente sbriciolate o polvere di biscotto.
I semi di panico, ricchi di carboidrati e poveri di grassi, sono di facile digestione e non eccitano ne riscaldano i canarini. Il panico rientra nella composizione delle principali miscele per piccoli granivori e viene somministrato agli uccelli anche in spighe; sotto questa forma è particolarmente gradito.
In ornicoltura vengono comunemente usati i semi del papavero blu che sono minutissimi, tondeggianti e di color bluastro. Questi semi, ricchi di grasso ed eccitanti, vanno somministrati in dosi molto piccole, anche perchè i canarini, essendone ghiotti, tendono a consumarli prima di ogni altro seme. Se usati con oculata parsimonia i semi di papavero blu giovano alla saluta degli uccelli; tornano utili nei casi di costipazione, inappetenza, dissenteria, debilitazione fisica e giovano anche quale alimento condizionatore nella fase di preparazione al ciclo riproduttivo.
Durante tutto il periodo della riproduzione bisogna somministrare agli uccelli un alimento particolarmente nutriente e apportatore di energie ai genitori e di sostanze atte a favorire la crescita ai giovani nati. A tale scopo si utilizza il pastone all'uovo, comunemente indicato con il diminutivo di "pastoncino". L'uovo è un alimento completo, indicatissimo per lo sviluppo dei giovani. Non è però molto digeribile e deve quindi essere dato in dosi moderate per non causare riscaldi intestinali a decorso spesso letale. Da qui la convenienza di somministrarlo amalgamato con altre sostanze utili. Esistono innumerevoli ricette per la preparazione casalinga del pastone all'uovo per canarini; eccone una semplice che consente di avere a disposizione un alimento gradito da tutti i volatili: mescolare e amalgamare bene in parti uguali uovo sodo, pane grattato finemente (molto meglio se al pane si sostituisce il biscotto o anche una fetta biscottata polverizzata) e carota grattugiata. Il composto va leggermente bagnato con acqua minerale, o meglio ancora con succo di mela (ottenuto pestando un po' di polpa in un poco di acqua minerale) in modo che risulti soffice e leggermente umido. Si può aggiungere una puntina di coltello di sali minerali o di polvere d'osso di seppia. In casi particolari si addiziona anche del lievito di birra (apportatore di vitaina B, di proteine e di preziosi fermenti di sintesi) in dose da 1/2 a 1 gr al giorno per nidiata. Il lievito di birra va protetto dall'umidità. Questo pastoncino dev'essere preparato giornalmente perché la carota, specie nei mesi caldi, inacidisce facilmente. In frigorifero può essere conservato per un paio di giorni, ma attenzione a non somministrarlo freddo ai volatili. Se il pastone all'uovo viene preparato di volta in volta, si può addizionare ad esso della polpa di mela grattugiata. Dell'uovo sodo conviene utilizzare solo il rosso. Chi ha molti canarini in genere suole, per contenere la spesa, utilizzare anche la chiara, senza che ciò dia luogo a inconvenienti. Un'avvertenza essenziale da tener presente: "non far bollire" le uova (perché in tal modo in esse si formano delle sostanze nocive) ma porle in un recipiente con acqua fredda da tenere sul fuoco sino a quando il liquido non stia per bollire; a questo punto si spegne la fiamma e si lasciano le uova a bagno nell'acqua quasi bollente sino a quando non si sia raffreddata; in tal modo le uova si rassodano lo stesso ma risultano molto più appetitose e del tutto salutari (e ciò vale anche per l'alimentazione umana). Per semplificare la preparazione del pastone, al posto dell'uovo sodo e del pan grattato (o del biscotto o delle fette biscottate i si può usare del biscotto all'uovo per uso ornitologico; bisogna però essere certi che il biscotto sia della miglior qualità: la cosa migliore è di prepararlo in casa. In commercio si trovano anche dei pasloncini all'uovo preparati da ditte specializzate che non sempre però vengono sufficietemente appetiti dai canarini i quali sembrano preferire la preparazione casalinga. Nel caso d'ibridazione fra carini e altre specie di volatili durante lo svezzamento abbisognano di sostanze proteiche animali, si potrà rendere necessaria l'aggiunta al pastone all'uovo di alimenti particolari come: uova di formica sminuzzate, omogeneizzati carnei del tipo usato per lo svezzamento dei bambini, cervello o midollo bovini, pastetta di tarme, ecc. Il pastoncino all'uovo deve essere somministrato a volontà ai canarini impegnati nell'allevamento dei piccoli.
La composizione chimica della pera è più o meno simile a quella della mela e può essere somministrata ai canarini con pari vantaggi per la loro salute anche se in genere torna meno gradita. Soprattutto alcune varietà di pera (come la Passa Crassana) purchè ben mature, sono un eccellente rimedio nei casi di stipsi.
Molto ricco di grassi e di proteine nonchè di vitamine B1, B2 e contenente anche calcio, fosforo e ferro, il pinolo è alimento di notevole valore nutritivo e dal gradevolissimo sapore che costituisce una vera ghiottoneria per i canarini, cui può essere somministrato regolarmente in piccole dosi (uno o due pinoli pro capite al giorno). E' tra gli alimenti più indicati da utilizzare nei processi di addomesticamento in quanto, tentando fortemente la ghiottoneria dei volatili, li spinge più rapidamente a vincere l'istintivo timore dell'uomo.
I piselli verdi sono ben poco usati nell'alimentazione degli uccelli da gabbia ed è male, perchè quando sono freschi, teneri e dolci costituiscono una vera ghiottoneria per i canarini ed altre specie di pennuti. I piselli sono un cibo fresco molto salutare, ricco di vitamina A, B1, B2 e C, di calcio e di ferro, nonchè di proteine e costituiscono inoltre un alimento di facile digeribilità. Per la somministrazione ai volatili conviene aprire a metà il baccello verde lasciando attaccati i semi al loro posto. Bisogna scegliere piselli da sgrano, freschi molto teneri, perchè ingrossando perdono in dolcezza e in genere non vengono più appetiti.
Può tornare gradito e salutare ai canarini purché somministrato quando è ben maturo, cioè completamente rosso. Normalmente sono preferite le varietà ricche di semi. Il pomodoro è povero di proteine e di carboidrati e pressoché privo di grassi ma è ricchissimo di vitamine nonché di sali minerali. Ai volatili va somministrato tagliato a metà o a fettine.
Sono alimento ricco di zuccheri e contenente calcio, fosforo, ferro nonche vitamine A, B1, B2 e C. Ottimo cibo per i canarini, fresche e secche.
Il ravizzone e la colza, sono semi pressocchè uguali nell'aspetto e dal punto di vista alimentare, ma in genere per i canarini si preferisce il ravizzone, più dolce e un pò più piccolo, quindi più facilmente sgusciabile. Il buon ravizzone, dev'essere della varietà dolce (c'è anche quella amara) e va somministrato nell'anno seguente a quello di raccolta, perchè altrimenti può causare ai canarini dei disturbi intestinali, anche gravi. Ricchi di grassi e di proteine, piuttosto riscaldanti e ingrassanti, questi piccoli semi sono la base alimentare dei canarini da canto.
I semi di scagliola (detta anche falaride, miglio lungo e canaria) costituiscono la base della miscela di grani per i canarini (eccezzione fatta per le razze da canto), un pò quello che è il pane nell'alimentazione umana. Si tratta d'un cibo poco riscaldante, ricco di carboidrati e povero di grassi.
La pratica piuttosto diffusa di somministrare ai canarini nel periodo pre-cova e quando impegnati nell'allevamento della prole i semi germinati (o germogliati che dir si voglia). Ha avuto origine con ogni probabilità in quei paesi del nord Europa dove gli allevatori hanno ridotta disponibilità di frutta e verdure, e solo in un secondo tempo si è venuta estendersi alle regioni meridionali. Dove però non se ne vede l'utilità pratica, dato che di sostanze verdi c'è larga disponibilità durante tutto l'anno. E vero che i semi in fase di germinazione elaborano vitamine, enzimi e fattori biologici particolari, ma è:rettanto vero che la macerazione dei semi necessaria per la germinazione facilmente ha per effetto di eliminare parzialmente o totalmente sostanze utili (tra cuii le vitamine B ed E) e può in oltre dare luogo sui semi a proliferazioni crittogamiche (muffe) capaci di ingenerare nei volatili degli stati patologici anche a esito letale; nè bisogna trascurare il fatto che dopo uno due giorni dall'inizio della germinazione, nelle radici del germe nascente dal seme possono verificarsi secrezioni acide non giovevoli alla salute degli uccelli. La frutta e le verdure fresche contengono in dosi maggiori la massima parte delle sostanze dei semi germinati, la cui somministrazione è quindi superflua ove non si facciano mancare ai canarini tali salutari alimenti. Del resto per somministrare ai pennuti i fattori biologici dei germi vegetali è assa piiù sicuro e semplice il ricorso al germe di grano da addizionare al normale pastoncino all'uovo, ricordando che la preparazione del pastone con l'aggiunta del germe di grano dev'essere limitata al quantitativo consumabile giornalmente, perché il germe di grano irrancidisce facilmente. Il germe di grano — ricco di proteine, di aminoacidi essenziali e di vitamine, soprattutto del gruppo B, nonchè di manganese e di grassi — può essere addizionato al normale pastoncino in una dose media sul 5%.
Le formiche fanno le uova ma quelle che vengono comunemente usate in ornicoltura per l'alimentazione degli uccelli e sono commerciate sotto la denominazione di uova di formica non sono le uova di tali insetti bensì le ninfe, o pupe o crisalidi che dir si voglia. Le cosiddette uova di formica costituiscono un ottimo alimento per gli uccelli insettivori, ma possono venire utilizzate anche per arricchire di sostanze proteiche il pastoncino destinato ai canarini.
Matura e dolce, l'uva è uno dei frutti maggiormente graditi dagli uccelli. Alimento sommamente salutare, energetico, ricco di glucidi (lo zucchero dell'uva è del tipo più confacente all'organismo), di minerali (potassio, calcio, magnesio, fosforo, ferro, manganese, jodio), di vitamine A B C nonché di pectine e di acidi organici. Trattasi d'un alimento estremamente digeribile con diverse proprietà terapeutiche: cardiotonico, lassativo e diuretico, giova nei casi di stipsi, dispepsia, gotta, nonché in alcuni tipi di intossicazioni e dermatosi, uremie, disturbi renali, ecc.; inoltre agisce beneficamente su tutti gli organi della digestione, riduce le fermentazioni intestinaii e attiva la funzione epatica. Quando possibile, somministrare sempre dell'uva ai canarini, avendo cura di lavare preventivamente gli acini in acqua corrente per eliminare eventuali residui di antiparassitari e ricordandosi di praticare nella buccia degli acini stessi un taglietto perché a volte tale buccia è troppo dura per il beccuccio dei canarini che non riescono a romperla. Anche l'uva secca è ottimo gradito alimento.
Alimento altamente calorico che non viene generalmente usato in ornicoltura. Alcuni allevatori invero usano fornire ai loro canarini una zolletta di zucchero infilata tra le sbarrette della gabbia, ma trattasi di abitudine superflua in quanto una dieta ricca e bilanciata comprendente le frutte mature e zuccherine è in grado di assicurare ai canarini, nel modo migliore, il necessario apporto di zucchero
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