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NORME DI COMPORTAMENTO

 

#Acquisti  #Bagni di sole  #Bagno  #Crescita eccesiva di Becco e Unghie 

#Decalogo Dell'Ornicoltore
  #Distinzione dei sessi  

#Insetticidi
  #Muta  #Quarantena  #Tolettatura Dei Riproduttori

 

 

 

Acquisti

Prima di procedere all'acquisto di un volatile bisogna accertare il suo perfetto stato di salute. Il piumaggio  dev'essere  folto, composto, brillante, l'occhio vivo, aperto e perfettamente rotondo. L'animale non deve mostrare magrezza o pinguedine e deve muoversi liberamente, con naturalezza, con giusta vivacità. Il becco e le zampe non devono essere malformate e queste ultime non devono presentarsi eccessivamente scagliose (segno di età avanzata o di scarse cure da parte dell'allevatore), con pustole o unghie mancanti. Nel caso di acquisto di soggetti di razza destinati alla riproduzione di canarini da mostra, è necessario accertare la rispondenza del pennuto alle caratteristiche della razza, il che, ove si manchi della necessaria competenza e pratica, si cercherà di stabilire confrontando l'animale col disegno dello standard di cui si dovrà essere muniti all'atto dell'acquisto e che si avrà avuto cura di studiare attentamente in precedenza. Meglio ancora se si potrà contare sulla consulenza d'un esperto non interessato al mercato che si intende attuare. I canarini comuni si trovano in vendita presso ogni uccelleria e l'amatore non ha che la difficoltà della scelta. Nei negozi di animali si trovano altrettanto facilmente le varietà meno pregiate del Canarino a fattore rosso e talvolta è dato reperire buoni soggetti anche di altre razze più costose. In genere, però, per l'acquisto di soggetti delle razze pregiate è preferibile, se non indispensabile, rivolgersi ad un allevatore sportivo, di cui si può ottenere l'indirizzo rivolgendosi ad un'associazione di ornicoltori o attraverso la piccola pubblicità d'una rivista specializzata. Un buon sistema è anche quello di visitare le mostre di volatili ornamentali che si organizzano in ogni regione d'Italia tra i mesi di ottobre e dicembre; qui si può fare conoscenza di allevatori d'ogni specie e razza di volatili da gabbia e soprattutto di canarini. Non si effettui mai l'acquisto presso un'uccelleria o un allevamento mal tenuti; il commerciante e l'allevatore che trascurano il negozio e il locale d'allevamento trascurano anche la salute dei volatili che vendono. Gli acquisti di canarini possono essere fatti anche per corrispondenza, essendo molti gli allevatori che praticano questo tipo di vendita. In tal caso bisogna prima assicurarsi che il venditore sia persona esperta e degna di fiducia e bisogna anche concordare che la spedizione avvenga con il sistema più rapido possibile e che il venditore si premuri di avvertire telegraficamente il compratore dell'avvenuta spedizione in modo che a questi sia possibile conoscere il giorno e possibilmente l'ora d'arrivo del trasportino contenente i volatili. Quando possibile, è meglio effettuare gli acquisti personalmente. Coloro che si recano in visita alle esposizioni ornitologiche, cui talvolta sono abbinate delle mostre-mercato esibenti esemplari in vendita fuori concorso, devono guardarsi bene dal fare soverchio affidamento
sulle qualità dei soggetti esposti. L'espositore ha tendenza a valorizzare la propria mercé proprio a causa dell'ambiente in cui viene offerta, e capita spesso che il prezzo richiesto sia tutt'altro che proporzionato al reale valore del volatile. Se possibile, conviene astenersi dal concludere subito l'acquisto nella sala-mostra effettuando prima della compera una visita agli allevamenti degli espositori prescelti onde poter disporre d'una scelta più vasta e accertare altresì le condizioni igieniche in cui vengono tenuti i volatili e la razionalità dell'impianto. Un locale d'allevamento razionale, perfettamente pulito, costituisce una buona referenza anche se naturalmente non garantisce dell'onestà del venditore e della qualità dei volatili venduti. E buona norma, quando si acquista presso un privato, non scegliere subito i canarini, appena si entra nella stanza d'allevamento, ma lasciar passare un po'di tempo per dar modo agli uccelletti di assuefarsi alla presenza del visitatore, o almeno osservarli con calma da una certa distanza perché l'eccitazione che una persona estranea suscita nei volatili può talvolta mascherare delle mende che si rendono evidenti solo quando i pennuti non sono in stato di vigilanza. Naturalmente nelle uccellerie tale precauzione si rende superflua essendo i volatili ormai abituati al continuo andirivieni di persone estranee. Se possibile si osservi attentamente il canarino mentre dorme o si trova in stato di completo
riposo: se la coda, anziché restare immobile, si muove alzandosi e abbassandosi all'unisono col ritmo della respirazione, vuol dire che l'animale è affetto da un disturbo all'apparato respiratorio. Altra precauzione da prendere nei confronti dei soggetti prescelti con un primo esame: dopo aver fatto svolazzare un pochino il canarino nella gabbia, lo si prenda in mano accostandolo all'orecchio onde accertare che non abbia respiro affannoso e sibilante, sintomo di asma o di malattia parassitarla dell'apparato respiratorio. Naturalmente conviene sempre preferire   soggetti   giovani. Quando il canarino è munito di anello inamovibile riportante l'anno di nascita, non vi sono problemi; mancando l'anellino, si possono riconoscere con un po' di pratica i soggetti dell'annata dalle zampe che sono ricoperte da scaglie particolarmente morbide e sottili. I mesi più indicati per l'acquisto dei volatili d'allevamento come i canarini sono gli ultimi dell'anno (da settembre a dicembre quelli cioè che vengono subito dopo il periodo riproduttivo e la muta del piumaggio).
Nell'acquistare un volatile conviene anche informarsi del regime alimentare cui esso è abituato, in modo da non sottoporre l'animale oltre che al cambiamento di ambiente anche quello di vitto; le modifiche della dieta vanno effettuate con gradualità

 

 

 

 

 

 

Bagni di sole

L'elioterapia, ben nota nell'ambito umano, ha altrettanta importanza per i volatili, soprattutto per i giovani in fase di crescenza in quanto combatte il rachitismo. Gli uccelli amano molto sostare un poco al sole con il piumaggio arruffato, assumendo talvolta strane pose con ali aperte e collo piegato da un lato. Se salutari per gli uccellini sono i bagni di sole, è assolutamente indispensabile però che essi abbiano sempre l'alternativa dell'ombra onde sia loro possibile sottrarsi ai raggi dell'astro non appena lo desiderino. Gli aviari all'aperto devono quindi essere parzialmente ombreggiati, e anche le gabbie esposte al sole vanno in parte ricoperte con un panno, con delle frasche o con della carta. Si tenga pure presente che nelle stanze d'allevamento il sole non deve mai battere troppo a lungo sulle gabbie perché causerebbe un eccessivo aumento della temperatura ambiente anche nelle zone d'ombra. Per i contenitori interni che non possono essere spostati dal posto di sistemazione, bisogna prevedere la collocazione in un punto della stanza dove i raggi  giungano solo per qualche ora al giorno. Il semplice amatore che possiede invece una sola o poche gabbie, può a un certo momento della giornata collocarlead una finestra o ad un balcone Ricordare che il sole deve raggiungere direttamente i volatili e non passare attraverso il vetro della finestra perchè la lastra he se trasparente com'è quasi sempre, effettua una certa opera di filtraggio (assorbe i raggi ultravioletti lasciando passare solo quelli infrarossi o calorifici che diminuisce i benefici effetti dei raggi solari. .Le femmine intente alla cova e i nidiacei  non devono mai essere esposti al sole perché i raggi risultano dannosissimi alla loro salute; inoltre qualsiasi canarino rimane esposto alternativa dell'ombra
può risentirnei sino a morire.

 

 

 

 

 

Bagno

I canarini, come la più parte dei piccoli volatili da gabbia, amano molto le abluzioni. Non bisogna assolutamente ostacolare questo sentito bisogno degli uccelli; si fornisca loro giornalmente, o almeno a giorni alterni, una vaschetta con acqua pulita in cui possano diguazzare a loro piacere  Il bagnetto quotidiano rinfranca i canarini, consente loro di mantenere nelle migliori condizioni il rivestimento plumeo e di eliminare le eventuali tracce di sporcizia dagli arti inferiori e da altre parti del corpo con grandissimo vantaggio per la salute. L'acqua del bagno dev'essere a temperatura ambiente, mai riscaldata; le abluzioni in acqua tiepida o calda, lungi dall'impedire le infreddature, le facilitano quale che sia il livello termico ambientale. Chi dispone di più gabbie tenga presente che il bagno va sistemato contemporaneamente in ogni contenitore (bisogna cioè disporre almeno di tante vaschette da bagno quante sono le gabbie) e non ricorrere al sistema di passare la vaschetta da una gabbia all'altra — operazione del resto scomoda e lunga —perché in tal caso, mentre gli ospiti del primo contenitore che dispone del bagnetto compiono le abluzioni, i canarini delle altre gabbie smaniano, innervosendosi inutilmente per il desiderio che tarda a essere soddisfatto. I canarini vanno sempre protetti dalle correnti d'aria ma particolarmente lo devono essere durante e al termine delle abluzioni, quando presentano il piùmaggio bagnato. Alcuni allevatori usano aggiungere un pizzico di bicarbonato di sodio all'acqua del bagno; dal punto di vista della pulizia degli uccelli l'accorgimento non ha valore pratico, ma non e nemmeno pregiudizievole e può essere un sistema come un altro per somministrare un po' di questa sostanza ai canarini dato ch'essi assaggiano l'acqua prima delle abluzioni. Di norma i canarini si mantengono puliti da soli e non occorre prenderli in mano per completare il lavaggio delle loro piume. Solo nei casi non frequenti che qualche soggetto presenti tracce di sudiciume ostinato sulle remiganti e timoniere o sulla fronte, non eliminabili con le normali abluzioni, si farà ricorso a un supplemento di lavaggio strofinando leggermente le penne con un batuffolo di ovatta imbevuto d'acqua tiepida e, se necessario, con una lieve traccia di sapone neutro; questa pratica ad ogni modo deve rivestire carattere di eccezionaiità.

 

 

 

 

Crescita eccesiva di Becco e Unghie

Talvolta i canarini possono presentare la crescita eccessiva del becco e delle unghiette. La parte di becco eccedente e l'estremità delle unghie (guardare prima in controluce per vedere fin dove giungono i vasi sanguigni per non tagliarli e provocare un'uscita di sangue) vanno tagliate con molta attenzione con un paio di forbici affilate e in buone condizioni (non si usino mai forbici con un perno allentato che consente eccessivo giuoco fra le due lame) o meglio ancora con un tagliaunghie del tipo a lame combacianti e non incrociantesi. La punta del becco va tagliata all'altezza cui dovrebbe essere normalmente, tenendo l'attrezzo in modo che il taglio avvenga dai due lati e non da sopra e sotto; se entrambe le mandibole presentano punte da scorciare le si tagli una per volta e non contemporaneamente. Anche il taglio delle unghie deve avvenire dai due lati e non da sopra a sotto.

 

 

 

 

 

Decalogo Dell'Ornicoltore

Le norme fondamentali dalle quali nessun allevatore deve mai derogare possono essere compendiate nel seguente decalogo.

1. Ospitare sempre i canarini in gabbie razionali e spaziose mai in gabbiette anguste e di forma irrazionalmente bizzarra. Le voliere all'aperto devono garantire ai pennuti una valida protezione dal freddo e dalle inclemenze atmosferiche. Devono inoltre usufruire di un buon drenaggio del fondo ed essere costruite in modo tale da garantire gli alati dall'intrusione di animali predatori.

2. I locali d'allevamento devono essere igienici e cioè asciutti, ariosi, soleggiati, assolutamente al riparo da correnti d'aria. Non si deve render necessario l'uso del riscaldamento artificiale che non giova alla salute dei canarini.

3. Un'accurata, costante pulizia di gabbie, accessori e locali è indispensabile per la salute degli uccelli. Periodici controlli vanno effettuati per accertare che non vi siano parassiti.

4. Fornire ai canarini alimenti razionali e bilanciati (di particolare composizione nel periodo delle cove) sempre integrati con sostanze vegetali fresche come frutta e verdure.

5. L'acqua da bere deve essere fresca e pulita. Se non giornalmente, almeno tré o quattro volte alla settimana" gli uccelli devono poter usufruire di un recipiente d'acqua in cui fare il bagno.

6. Non far mai mancare gli integrativi minerali (osso di seppia, sali minerali, grit ecc.).

7. Dosare con saggezza il numero dei volatili contenuti in una gabbia o voliera, che non deve mai essere troppo affollata, senza lasciare isolato un volatile, soffrirebbe la solitudine.

8. Fare ricorso con moderazione ai medicinali e ad altre sostanze studiate per il conseguimento di fini particolari.

9. Non anticipare troppo l'inizio della riproduzione e non protrarla eccessivamente sino a giungere al periodo della muta. Non imporre mai ai riproduttori più di due o al massimo tré covate all'anno. Non utilizzare nella riproduzione soggetti non in perfette condizioni fisiche.

10. I giovani nati, i riproduttori e possibilmente tutti i volatili dello stock vanno fatti svernare in voliere o almeno in capaci gabbioni dove sia loro possibile praticare il volo.

 

 

 

 

 

 

Distinzione dei sessi

Il sistema più semplice per distinguere il maschio dalla femmina nei canarini è quello di osservare quali sono i soggetti che cantano solo i maschi infatti possiedono qualità canore (rare le femmine che canticchiano e in ogni caso solo in maniera rudimentale). Quando però ci si trova nella necessità di distinguere i sessi di soggetti per i quali non si ha il tempo o non si può fare il rilevamento delle doti canore (come per esempio per i giovani che non hanno ancora ultimato la prima muta), bisogna esaminare la zona circostante della cloaca che nel periodo degli amori, inturgidendosi, evidenzia la diversa conformazione nel maschio e nella femmina. La persona esperta riesce a rilevare tale differenza in ogni periodo dell'anno, ma l'ornicoltore alle prime armi può non riuscirvi nemmeno allorché i canarini sono in calore in quanto la differenziazione può variare da soggetto a soggetto (soprattutto in relazione con l'età e con il grado di forma amorosa) risultando sovente molto meno marcata di quanto non appaia. In tal caso all'allevatore non resta che basarsi sul canto o sul comportamento dei canarini o anche sulla conformazione e disposizione delle piumette che contornano l'organo genitale: nei maschi queste piumette sono relativamente lunghe e sottili mentre nelle femmine sono più corte e disposte a corolla o ventaglio intorno alla cloaca (questa differenza è leggera ma costante in ogni stagione dell'anno e pertanto su di essa ci si può basare per quei volatili dei quali non si ha modo di rilevare il canto e che non sono in forma amorosa). Da notare che la differente conformazione della parte esterna degli organi genitali appare in genere alquanto evidenziata anche nei nidiacei impiumati che non hanno ancora abbandonato il nido (tra i 14 e i 18 giorni di età) ciò consente l'individuazione del sesso prima dello svezzamento. Per osservare la conformazione della cloaca e delle piumette circostanti bisogna prendere in mano il canarino, e soffiare leggermente e uniformemente sul basso ventre così da scoprire bene la parte da esaminare.

 

 

 

Insetticidi

Sostanze (liquide, gassose, in polvere, in pasta) destinate alla distruzione degli insetti e, in senso lato, dei parassiti non microscopici. Anche altri prodotti del commercio destinati a diverso uso hanno proprietà insetticide e acaricide, come per esempio il petrolio e la trementina. Bisogna essere molto cauti nell'impiego di insetticidi in campo avicolo perché l'azione tossica della sostanza può estendersi agli stessi canarini che si vogliono proteggere dagli insetti e dai parassiti. In ornicoltura è necessario usare un insetticida specifico per ornitologia, soprattutto se l'irrorazione non è limitata agli ambienti d'allevamento,  ma  dev'essere estesa al piumaggio dei volatili per combattere dei parassiti esterni. In ogni caso bisogna fare molta attenzione a non spruzzare l'insetticida negli occhi, nelle narici e nel becco dei canarini; questo soprattutto con gli insetticidi in confezione spray, le cui nebulizzazioni  possono  penetrare profondamente nelle vie respiratorie causando, se non si tratta di prodotti specifici, anche danni irreparabili.

 

 

 

Muta

La natura ha predisposto che il piumaggio, soggetto ad inevitabile logorio, venga cambiato almeno una volta all'anno. Questo processo biologico si chiama muta, o muda, ed ha luogo per gradi stante la necessità degli uccelli di continuare ad usufruire anche in tale periodo del rivestimento plumeo. Nel corso dell'anno per i canarini si verificano due mute. Una parziale, appena accennata, si ha verso marzo alle soglie della primavera; in realtà non si tratta d'una vera e propria muta in quanto concerne solo le femmine e limitatamente ad alcune zone del corpo (le remiganti e le timoniere sono sempre escluse). In questo periodo nelle canarine
pronte alla riproduzione si nota una certa perdita di piume sulla parte bassa del petto e sull'addome, cioè su quella zona destinata a restare a contatto delle uova durante la cova; si tratta quindi d'un fenomeno di deplumazione tendente a favorire la trasmissione del calore corporeo materno alle uova in fase d'incubazione. La muta vera e propria avviene sul finire dell'estate, tra agosto e i primi di settembre, anticipando talvolta a luglio. Sono stati esagerati e si continuano ad esagerare i pericoli che questo fenomeno naturale porta con sé. Evidentemente il fisico del volatile durante la muta è sottoposto a uno sforzo particolare, del tutto naturale però, e non esiste alcuna ragione perché un soggetto ben nutrito, alloggiato convenientemente e in ottima salute non possa superarlo agevolmente. Nessun particolare timore quindi, ma solo una prudente accentuazione di quelle cure che comunque devono essere dedicate ai pennuti durante tutto il corso dell'anno. La durata della muta può variare da individio a individuo; di norma dura da un mese e mezzo a due mesi. Durante questo periodo gli uccelli sono piuttosto pigri e spesso sonnacchiosi; i maschi cessano di cantare. Perdite di piumaggio fuori stagione o protraentisi per troppo tempo sono sintomo d'una disfunzione detta "falsa muta". Non tutti i soggetti entrano insieme in muta: gli adulti iniziano il cambio del piumaggio generalmente dopo i novelli (che il primo anno mutano solo le piume e non le penne remiganti e timoniere) e fra questi ultimi i primi nati anticipano su quelli dell'ultima covata. Il bagno può essere porto regolarmente a patto di evitare anche la più piccola corrente d'aria. Un'alimentazione ricca di sotanze nutrienti e di vitamine, ma non pesante, aiuterà notevolmente gli uccelli, che in questo periodo vanno disturbati il meno possibile. La temperatura ambiente non deve scendere troppo (non sia inferiore ai 18" centigradi) se non si vuole correre il rischio che un improvviso raffreddamento arresti il processo di mutazione. Se in qualche soggetto si verificasse con eccessiva lentezza il cambiamento delle piume, lo si potrà collocare per qualche giorno nella gabbia infermeria a una temperatura un po' più alta di quella ambiente; lo stesso dicasi in caso di arresto di muta conseguente a raffreddamento. Alcuni allevatori usano fare ricorso al Bagno alla mano. Nel periodo della muta più che mai si curi che i canarini possano sempre disporre degli integrativi minerali. Soprattutto nella fase iniziale di tale processo biologico (le prime due o tré settimane), i volatili traggono vantaggio dal caldo e dalla penombra. I canarini in muta rifuggono dall'esporsi ai raggi solari. Taluni allevatori usano ricoprire le gabbie con una tela scura. Per alleggerire la dieta alimentare si riduca la dose delle sementi di difficile digestione. I volatili abbisognano anche in modo particolare, di sostanze proteiche che tra l'altro permettono l'assunzione da parte dell'organismo dello zolfo, elemento assai utile durante il ricambio delle piume dato che concorre alla loro composizione insieme alla cheratina e ad altre sostanze. Alcuni allevatori fanno ricorso al lardo e a piccole porzioni di alimenti per uccelli insettivori (uova di formica, apposito pastone per insettivori, ecc.); in genere però sono sufficienti a un felice completamento della muta le proteine contenute nei vegetali tra i quali particolarmente consigliabili sono, oltre ai semi, i broccoli, il cavolo, gli spinaci la cicoria e, soprattutto i pinoli. Opportuno aumentare leggermente nella miscela di grani la dose deIle sementi oleose; necessaria somministrazione degli alimenti vitaminici in genere (frutta e verdure fresche) e in particolare quelli ricchi di vitamine E e D. Certo giovevole il ricorso alle acque minerali bicarbonate alcaline o l'addizione di bicarbonato di sodio al liquido della bevanda. Al termine della muta si controllino attentamente le unghie e la punta del becco di tutti i canarini e se necessario si proceda al taglio delle parti eccessivamente sviluppate. Nei soggetti d'una certa età le squame cornee che rivestono le zampe spesso non vengono eliminate e rimangono attaccate ricoprendo le nuove scaglie, magari arcuandosi eccessivamente tanto da comprimere, anche in maniera dolorosa, i teneri tessuti sottostanti. Si spalmino gli arti con un'apposita pomata emolliente o con olio tiepido per qualche giorno e si proceda quindi aiutandosi con una pinzetta per peli, alla rimozione delle vecchie scaglie ammorbidide dal trattamento, facendo attenzione durante tale operazione a non danneggiare i nuovi delicati tessuti sottostanti. I giovani dell'annata non mutano prima dei due mesi di vita e risentono assai meno degli adulti i disagi connessi a tale processo di rinnovamento del piumaggio, tanto da conservare in genere una vivacità pressoché normale. Il processo di muta non coinvolge nei novelli le penne remiganti e le timoniere destinate a cadere l'anno successivo. Il mutaggio delle piume nei giovani dura in genere dalle cinque alle sei settimane. L'eventuale tendenza a becchettare le piume dei compagni, da ascriversi a carenze proteiche o a desiderio di trastullo, va combattuta fornendo alimenti azotati e sfilacci che fungono da diversivo. Una penna impiega all'incirca due-tre settimane per rinnovarsi completamente. Il ricambio delle varie remiganti avviene, come per tutte le restanti penne e piume, gradualmente ma anche con simultaneità nelle due ali, sicché quando cade una remigante dall'ala sinistra cade anche la corrispondente remigante sull'ala destra; in tal modo le capacità di volo degli uccelli non sono ridotte ne squilibrate. Talvolta al termine della muta i maschi non riprendono a cantare o lo fanno con note rauche; vanno in tal caso curati  Può accadere che qualche soggetto un anno non vada in muta; quando si tratta di femmine avviene spesso ch'esse persistano nel voler proseguire la nidificazione; superfluo aggiungere che ciò non va consentito (le bestiole si stremerebbero nel prolungarsi dello sforzo riproduttivo senza conseguire alcun risultato), bisogna anzi cercare con appropriata alimentazione calmante di far cessare in queste femmine lo stimolo riproduttivo. Alcuni allevatori consigliano di strappare con delicatezza a queste canarine alcune penne dalle ali e dalla coda allo scopo di stimolare l'inizio del processo di mutazione che porrà fine alle perduranti velleità riproduttive. In pratica conviene comportarsi nel seguente modo: se al mancato processo di mula non si accompagna alcun sintomo di anormalità e il canarino continua a essere come di consueto sano e vivace, ci si astenga da ogni intervento; se invece nel soggetto che non va in muta appaiono segni d'imperfette condizioni fìsiche, è necessario stimolare il ricambio del piumaggio ponendo il volatile in ambiente uniformemente caldo (gabbia infermeria), in peneombra Nei Canarini ciuffati, a muta ultimata può talvolta perdurare una zona spiumata sulla testa; in
genere si tratta solo d'un ritardo nella ricomparsa delle piume, che il capo sovente è l'ultimo a ricoprirsi. I soggetti che hanno sofferto per una cattiva e prolungata muta raramente riescono a fecondare, se maschi, o a deporre, se femmine, delle uova nel corso della prima covata dell'anno successivo e in certi casi non producono uova feconde in tutta la stagione. La progenie in ogni caso è povera cosa; è facile inoltre chela femmina risulti una cattiva madre. Se però questi soggetti vengono riservati per la stagione successiva (cioè esonerati dalla riproduzione per un anno), e prima di questa essi hanno una buona e rapida muta, i risultati tornano ad essere normali.

 

 

 

Quarantena

E' buona norma precauzionale non unire subito i soggetti acquistati a quelli del proprio allevamento, ma isolarli in gabbie singole per un periodo di tempo non inferiore a quaranta giorni, e ciò per evitare che eventuali stati patologici in incubazione nei volatili acquistati possano estendersi agli altri soggetti dell' l'allevamento. Durante il periodo di quarantena bisogna sottoporre a controllo costante il comportamento e le deiezioni dei canarini, onde notare subito le eventuali anormalità denuncianti stato di malattia e provvedere tempestivamente alle cure. Se durante il periodo di quarantena nulla di anormale s'è verifìcato, gli uccelli possono essere
considerati sani e posti a contatto con gli altri. Dev'essere chiaro ad ogni modo che la quarantena, pur essendo norma precauzionale consigliabile a tutti gli allevatori, non costituisce una garanzia assoluta per la salvaguardia del proprio stock. Il periodo di isolamento preventivo garantisce che i soggetti di nuovo acquisto non sono malati ma non può escludere che fra i nuovi arrivati ci siano portatori d'un male infettivo, dato che questi soggetti non si distinguono per nulla da quelli sani si tratta d'un rischio inevitabile soprattutto per coloro che per necessità d'allevamento debbono rifornirsi con frequenza di nuovi riproduttori onde evitare
rischi d'una selezione in troppo stretta consanguineità.

 

 

 

Tolettatura Dei Riproduttori

È bene che i canarini da impegnare nella riproduzione siano sottoposti ad alcune semplici operazioni di tolettatura. Le unghie vanno scorciate a evitare che con le punte aguzze forino il leggero guscio delle uova o, se troppo adunche, si impiglino nel materiale del nido. Si ponga attenzione a non tagliare anche la parte dell'unghia contenente il vaso sanguigno, ben visibile osservando controluce. Il becco troppo cresciuto dev'essere spuntato all'altezza in cui dovrebbe trovarsi normalmente; se entrambe le mandibole presentano punte da scorciare, le si tagli una per volta e non contemporaneamente. Per il taglio di unghie e becco si preferisca alla forbice un apposito tagliaunghie del tipo a lame combacianti e non incrociantesi come nelle forbici, tenendo l'arnese in modo che il taglio avvenga dai due lati e non da sopra a sotto. Nelle razze Ciuffate vanno accorciati i ciuffi molto folti che ricadono sugli occhi e sulla punta del becco ostacolando la visuale e l'imbeccamento della prole. Per facilitare la fecondazione —che avviene per semplice contatto — è bene spiumare la zona circostante la cloaca; si provveda a ciò strappando con delicatezza il piumino, non a grossi ciuffi ma a poche piumette per volta. Queste operazioni sono semplicissime, anche se richiedono un minimo di pratica e una mano leggera. L'inesperto proceda con la massima cautela, soprattutto le prime volte.